LUCE DEL MONDO

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Dopo Gesù di Nazaret (Rizzoli 2007), Benedetto XVI ci regala un altro testo stimolante. Si tratta del libro-intervista Luce del mondo, edito dalla Libreria Editrice Vaticana. Nella conversazione con il giornalista bavarese Peter Sewald tenutasi nell’agosto scorso a Castel Gandolfo, il papa parla con franchezza della situazione del mondo e della Chiesa. Un volume denso di spunti di riflessione, dall’andamento dialogico accattivante, particolarmente utile per comprendere, al di là dei pregiudizi di certa vulgata laicista, gli orientamenti di fondo del magistero e dell’azione pastorale di Benedetto XVI. Un testo di grande attualità in cui il vescovo di Roma si esprime in termini chiari ed inequivocabili sullo scandalo della pedofilia nella Chiesa, scandalo che ha riempito per mesi le prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Sono stati in molti a chiedersi come sia stato possibile che dei ministri ordinati si siano macchiati di crimini così orrendi. Benedetto XVI non teme di affermare che i numerosi casi di abusi sessuali commessi da sacerdoti e religiosi costituiscono una crisi di grandi proporzioni con cui bisogna fare i conti: un qualcosa di sconvolgente e di non prevedibile nelle sue dimensioni. “All’improvviso tutta quella sporcizia. E’ stato quasi come se il cratere di un vulcano avesse improvvisamente eruttato una grossa nube di sporcizia che insudiciava e rabbuiava tutto, cosicché soprattutto il sacerdozio improvvisamente appariva come un luogo della vergogna”. La stagione storica che stiamo attraversando si configura come particolarmente problematica, rischiando di farci vacillare nella fede e di gettarci nel pessimismo, né tanto meno possono essere ignorati gli ostacoli che si incontrano nel testimoniare l’Evangelo di Gesù Cristo in un ambiente secolarizzato, in cui Dio viene più o meno esplicitamente messo da parte, come presenza ingombrante sulla via della piena realizzazione della libertà umana. Su tali aspetti la diagnosi di Benedetto XVI è lucida e realistica, evidenziando la devastazione antropologica connessa  all’affermarsi della ideologia scientista che ritiene di poter render superflua <l’ipotesi di Dio>. “Oggi l’uomo crede di poter tutto quello che prima aveva atteso unicamente da Dio. Per quel modello di pensiero che si ritiene scientifico, le cose della fede sono arcaiche, mitiche, appartenenti ad una civiltà ormai superata. Così la religione, ed in ogni caso quella cristiana, viene relegata tra le cose del passato”. In altri termini secondo questo modo di pensare “la fede nel mistero, nell’opera di Dio, tutta la dimensione religiosa, in quanto <non scientifica> è giudicata non valida, priva di ragion d’essere”. Il papa, sollecitato dall’intervistatore, affronta senza reticenze anche questioni controverse quali l’uso del preservativo, l’omosessualità e il sacerdozio delle donne. Tuttavia, non tutte le argomentazioni addotte a giustificazione di decisioni come la revoca della scomunica a quattro vescovi lefebvriani risultano persuasive. Il che è ben comprensibile, ove si guardi con obiettività ai recenti sviluppi della situazione ecclesiale. Dopo le speranze suscitate dal Concilio Vaticano II, sembra che si sia entrati nella stagione del riflusso e della rimessa in discussione di tante acquisizioni recenti, quali il ruolo dei fedeli laici, la riscoperta della Bibbia, una morale più attenta alla situazioni concrete della persona e meno casuistica, il rinnovamento liturgico. Restano infatti difficili da comprendere sino in fondo le ragioni ispiratrici del Motu Proprio “Summorum Pontificum” con cui è stata facilitata la celebrazione della messa secondo il Messale Romano in uso prima del Concilio. Certo il papa ribadisce “che la liturgia rinnovata del Concilio Vaticano II è la forma valida in cui si celebra la liturgia” e, ancorché in larga parte condivisibile l’intenzione di “rendere più facilmente accessibile la forma antica in modo tale da preservare il profondo ed ininterrotto legame che sussiste nella storia della Chiesa”, sul piano concreto è da constatare che la celebrazione eucaristica secondo il Messale Pio V è pratica diffusa in quegli ambienti tradizionalisti, ormai quasi del tutto “riabilitati”, che di fatto rifiutano il Concilio Vaticano II. La questione peraltro non è irrilevante, specialmente di fronte al proliferare di movimenti ecclesiali portatori di una visione integralista, che sembrano voler tornare all’arcaica identificazione di fede e politica e alla conseguente negazione  dell’autonomia delle realtà secolari, un dato questo estremamente preoccupante in ordine alla stessa credibilità della presenza cristiana nello spazio pubblico. Altrettanto rilevante è la questione del riconoscimento del ruolo delle donne sul piano dell’articolazione ministeriale della Chiesa: i ministeri istituiti del lettorato e dell’accolitato ancora oggi sono interdetti alle donne, sebbene non vi siano ragioni dogmatiche vincolanti per il mantenimento di tale divieto.  L’impegno ecumenico del papato di Benedetto XVI è più che evidente, in modo particolare per quanto attiene al dialogo con l’Ortodossia, con cui i cattolici condividono “la medesima struttura fondamentale della Chiesa delle origini”. Un avvicinamento, quello tra cattolici ed ortodossi, più che mai necessario, secondo Benedetto XVI, perché il mondo “ha bisogno di una forte dose di testimonianza motivata, fondata spiritualmente e ragionevolmente, dell’unico Dio che ci parla in Cristo”. Al di là dei possibili rilievi critici, è da accogliere con gratitudine e serietà l’invito conclusivo del papa a prendere atto che l’essere umano “può essere salvato se nel suo cuore crescono le forze morali; forze che possono arrivare solo dall’incontro con Dio. Per questo abbiamo bisogno di Lui, di un Altro che ci aiuta ad essere quello che noi non riusciamo ad essere; e abbiamo bisogno di Cristo che ci raccoglie in una comunità che chiamiamo Chiesa”. 

                                             M. CONCETTA BOMBA – AMEDEO GUERRIERE

Pubblicato nella rivista “Il Carmelo oggi“- Gennaio 2011

 

LUCE DEL MONDOultima modifica: 2011-01-10T16:13:13+01:00da concettabomba
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