CHI SONO I VERI ECO-TERRORISTI?

 

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C’è ambiente e ambiente!

C’è il paesaggio naturale di fronte al quale si resta incantati, tanto è la forza comunicativa che ne promana rammentando allo spettatore di kantiana memoria (che guardava al cielo stellato sopra di lui con ammirazione) che lo spettacolo dell’universo, attraverso l’evidenza dei suoi elementi costitutivi, sta lì, indipendente dalla umana volontà di plasmare, manipolare e torcere a proprio uso e consumo.

Sta lì come luogo “donato” al naturale bisogno di avere uno spazio entro il quale “vivere” intensamente quel legame viscerale che ci costituisce e dal quale chiediamo sostentamento vitale.

Prodotto della “creazione” o, come meglio la si voglia chiamare, da quel processo che “dalla polvere” plasma ogni essere vivente, l’uomo, suo malgrado si trova immerso e circondato da una natura che non vuole essergli ostile ma che gli si pone di fronte con le sue leggi e le sue regole da rispettare.

E l’attaccamento alla terra dalla quale l’essere umano proviene, dovrebbe essere segnato da un atto d’amore generante quel sentimento di solidarietà che rispetta poiché ama.

Ma c’è anche l’ambiente degradato, la stessa terra “Madre” che genera, alimenta e sostiene, calpestata fino all’inverosimile, incatenata dentro la logica del mercato, di quel sistema economico basato sulla ricerca a tutti i costi di una crescita produttiva illimitata provocando il degrado delle risorse naturali sfruttate in modo intensivo da una cattiva amministrazione governativa capace di condurre il genere umano verso una “bancarotta ecologica”.

Ma una tale progressiva intensificazione delle attività umane su una natura inerte e sempre più “scavata” nel profondo, non tiene conto nemmeno della limitata capacità da parte dell’ambiente naturale di assorbimento degli scarti e dei rifiuti prodotti: un ambiente inquinato è un ambiente “umiliato”, costretto a rinnegare la sua stessa essenza divenendo, inesorabilmente, terra di morte e di distruzione.

In questo clima di “uccisione” continua di un ambiente che pur è chiamato a dare vita, si inserisce l’azione di tutti coloro che, tenendo desta la coscienza, vedono lo scempio, individuano il faccendiere di turno e denunciano a viva voce senza compromessi di sorta, tacciati, il più delle volte di essere “eco-terroristi”!

Prima di tutto cerchiamo di dare un significato plausibile a questa definizione troppo spesso tirata in ballo a sproposito per fini propagandistici e poi vediamo quali categorie di persone vi rientrano.

Alcuni definiscono in malafede e genericamente “eco-terroristi” tutti coloro che con argomentazioni di carattere ambientalista mettono in guardia sui grossi rischi di particolari scelte utilizzando, secondo i loro detrattori, metodi “terrorizzanti” del tutto eccessivi e inopportuni. Io suggerisco un’altra definizione che mi sembra più calzante considerati gli oscuri trascorsi della Storia italiana (dal terrorismo di stato di Piazza Fontana alle Brigate Rosse e gli anni di piombo) e che individua come “eco-terroristi” tutti coloro che adottano in maniera sistematica e quasi ideologica metodi di distruzione fisica dell’ambiente spacciandoli per il loro contrario ossia per qualcosa di vantaggioso e progressivo per tutti.

Definito il termine passiamo ad individuarne i protagonisti ponendoci alcune domande a doppia risposta.

Possiamo considerare “eco-terrorista” chi lancia l’allerta sui pericoli per la salute pubblica che derivano da determinate politiche di scempio ambientale basandosi su dati e studi scientifici, oppure chi quelle politiche le incentiva e le adotta senza scrupoli pur consapevole delle nefaste conseguenze con l’unico obiettivo dell’arricchimento personale e nel disprezzo totale della propria terra, dei propri concittadini ed in definitiva anche dei propri figli?

E’ lecito chiamare “eco-terrorista” chi sacrificando spazi, tempi e attività personali si batte alla luce del sole e senza doppi fini per difendere il bene comune oppure chi in qualsiasi ora e luogo persevera nel ruolo di strenuo difensore di interessi molto privati e molto corporativi propagandando il proprio lavoro ben remunerato come portatore di benefici per l’intera comunità?

E’ corretto definire “eco-terrorista” chi afferma su basi scientifiche “Attenti che il fumo di quella ciminiera porterà danni e malattie” oppure chi*replica senza la minima conoscenza (o peggio in malafede) “Tranquilli, è solo vapore acqueo?”.

Chi è il vero “eco-terrorista”: chi intasca tangenti per autorizzare impianti nocivi e con quei soldi sporchi ci va in vacanza a Sharm-el-Sheik oppure chi cerca di smascherare in tutti i modi il malaffare perché il bagno lo vuol fare nel suo mare pulito e senza sostanze tossiche?

E’ più “eco-terrorista” chi si arricchisce con l’immondizia ed in combutta con politici e funzionari corrotti ostacola la raccolta differenziata dei rifiuti perché poi, sventolando lo spauracchio dell’emergenza, sarà inevitabile costruire gli inceneritori o usare quelli già in funzione per altri scopi oppure chi rivela queste sporche manovre per difendere la salute e il futuro delle nuove generazioni?

Chi è che fa del terrorismo, questa volta psicologico, quelli che in tempi difficilissimi agitano il ricatto occupazionale con le false promesse di progresso e posti di lavoro oppure quelli che svelano l’imbroglio dimostrando che quei pochi posti di lavoro (in raffinerie, inceneritori, piattaforme, ecc.) ne spazzeranno via molti di più perché incompatibili con gli altri settori economici quali l’agricoltura, il turismo, l’eno-gastronomia, l’arte e la cultura che sono tra le prime vocazioni della nostra regione? Voglio sottolineare che la recente edizione di ECOTUR 2012, storica rassegna regionale del Turismo Natura, ha evidenziato dati alla mano che in Abruzzo l’unico settore in positiva controtendenza in questi anni di crisi e quindi portatore di ricchezza diffusa è proprio quello del turismo ecologico e naturale, dei parchi, delle riserve e delle attrattive ambientali incontaminate.

In conclusione per la nostra regione abbiamo davanti due possibili scenari alternativi che si escludono a vicenda: quello di uno pseudo-sviluppo aggressivo e distruttivo per l’ambiente, la salute e l’economia generale e vantaggioso solo per i soliti pochissimi noti fatto di trivelle, cementificazioni selvagge, impianti inutili e dannosi, disprezzo del territorio e del tessuto sociale e di infiltrazioni criminali oppure quello di un progresso armonico e rispettoso di habitat, storia e tradizioni locali che valorizzi e salvaguardi le nostre vere vocazioni naturali e artistiche, sociali ed economiche, e che ci conduca ad un benessere equo, generalizzato, sano e orgoglioso della propria terra.

Penso che adesso sia chiaro chi sono i veri “eco-terroristi”.

RIFLESSIONI TRATTE DAL BLOG NUOVO SENSO CIVICO

CHI SONO I VERI ECO-TERRORISTI?ultima modifica: 2012-04-17T07:21:30+02:00da concettabomba
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