Festa liturgica di s. Edith Stein (Teresa Benedetta della Croce) – 9 agosto

 

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RITI DI INTRODUZIONE

Antifona d’Ingresso

Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. (Gv 15,13)

Segue l’Atto Penitenziale e il Gloria.

Colletta

Cel. – Preghiamo. Dio dei nostri Padri, donaci la scienza della Croce, di cui hai mirabilmente arricchito santa Teresa Benedetta della Croce nell’ora del martirio, e fa’ che per sua intercessione cerchiamo sempre te, somma Verità, fedeli fino alla morte all’eterna alleanza di amore, sigillata nel sangue del tuo Figlio per la salvezza del mondo. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Ass.Amen.


LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura

Dal libro di Ester (Est 4, 17k; 17 1-m; 17 r-t)

In quei giorni la regina Ester cercò rifugio presso il Signore, presa da un’angoscia mortale, e supplicò il Signore e disse: “Mio Signore, nostro re, tu sei l’unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso se non te, perché un grande pericolo mi sovrasta. Io ho sentito fin dalla mia nascita, in seno alla mia famiglia, che tu, Signore, hai scelto Israele da tutte le nazioni e i nostri padri da tutti i loro antenati come tua eterna eredità, e hai fatto loro secondo quanto avevi promesso. Ricordati, Signore; manifèstati nel giorno della nostra afflizione e a me da’ coraggio, o re degli dèi e signore di ogni autorità. Quanto a noi, salvaci con la tua mano e vieni in mio aiuto, perché sono sola e non altri che te, Signore!”.
Parola di Dio.
Ass. Rendiamo grazie a Dio.

Salmo responsoriale(dal Salmo 34)

Rit.: Tu, Signore, rischiari le tenebre.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca la sua lode.
Io mi glorio nel Signore,
ascoltino gli umili e si rallegrino. Rit.

Celebrate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore e mi ha risposto
e da ogni timore mi ha liberato. Rit.

Guardate a lui e sarete raggianti,
non saranno confusi i vostri volti.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo libera da tutte le sue angosce. Rit.

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono e li salva.
Gustate e vedete quanto è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia. Rit.

Canto al Vangelo(Ez 37, 27)

Alleluia, alleluia.
In mezzo a voi sarà la mia dimora: io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo.
Alleluia.

Vangelo (Gv 4, 19-24)

Cel. – Dal vangelo secondo Giovanni.
Ass.Gloria a te, o Signore.

In quel tempo la donna Samaritana disse a Gesù: “Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare”. Gesù le dice: “Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità.”
Parola del Signore.
Ass.Lode a te, o Cristo.

Professione di fede: Credo.

Preghiera dei fedeli

Cel. – Fratelli carissimi, nella festa di santa Teresa Benedetta della Croce invochiamo il Padre, sorgente di ogni santità, perché ricolmi la Chiesa dei suoi doni.

Lett. – Preghiamo insieme e diciamo:
Ascoltaci, o Signore.

1. Proteggi, o Padre, il nostro Papa…, il nostro Vescovo e tutti i Pastori della Chiesa, perché confermati nella fede, possano guidare il popolo cristiano sulla via segnata dai tuoi comandamenti. Preghiamo.

2. Conferma, o Padre, nella sequela di Cristo l’Ordine del Carmelo, perché animato dall’esempio di Santa Teresa Benedetta viva il Vangelo della vita fraterna, fedele all’impegno di orazione e sollecito nel servizio della Chiesa. Preghiamo.

3. Per quanti professano la perfezione evangelica, perché nella fedeltà alle promesse fatte raggiungano la pienezza della carità, preghiamo.

4. Per noi qui presenti, perché l’Eucarestia a cui partecipiamo sia alimento e sostegno nel nostro cammino verso Dio, preghiamo.

Cel. – Signore, che hai promesso di essere presente in mezzo a coloro che sono riuniti nel tuo nome, ascolta le preghiere che ti innalziamo e concedi quanto la nostra debolezza non osa sperare. Per Cristo nostro Signore.
Ass.Amen.


LITURGIA EUCARISTICA

Sulle offerte

Cel. – Guarda con amore, o Padre, l’offerta dei tuoi fedeli e per l’intercessione di santa Teresa Benedetta donaci una viva esperienza della beata passione del Cristo, che si attua in questi santi misteri. Per Cristo nostro Signore.
Ass.Amen.

Prefazio

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre ed in ogni luogo a te Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
A imitazione del Cristo tuo Figlio la santa martire Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein, ha reso gloria al tuo nome e ha testimoniato con il sangue i tuoi prodigi, o Padre, che riveli nei deboli la tua presenza e doni agli inermi la forza del martirio, per Cristo nostro Signore.
E noi con tutti gli angeli del cielo innalziamo a te il nostro canto, e proclamiamo insieme la tua gloria:
Santo, Santo, Santo…

Antifona alla Comunione

“Chi vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”, dice il Signore. (Mt 16, 24)

Dopo la Comunione

Cel. – O Padre, che ci hai dato la gioia di nutrirci con il pane della vita, fa’ che sull’esempio della santa martire Teresa Benedetta portiamo nell’animo i segni dell’amore crocifisso, per gustare il frutto della tua pace. Per Cristo nostro Signore.
Ass. – Amen.


RITI DI CONCLUSIONE

Benedizione solenne

Cel. – Inchinatevi per la benedizione.
Dio nostro Padre, che ci ha riuniti per celebrare la festa di santa Teresa Benedetta della Croce, patrona dell’Europa, vi benedica e vi protegga, e vi confermi nella sua pace.
Ass.Amen.

Cel. – Cristo Signore, che ha manifestato in santa Teresa Benedetta la forza rinnovatrice della Pasqua, vi renda autentici testimoni del Vangelo.
Ass.Amen.

Cel. – Lo Spirito Santo, che in santa Teresa Benedetta ci ha offerto un segno di solidarietà fraterna, vi renda capaci di attuare una vera comunione di fede e di amore nella sua Chiesa.
Ass.Amen.

Cel. – E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.
Ass.Amen.

Cel. – Glorificate il Signore con la vostra vita. Andate in pace.
Ass.Rendiamo grazie a Dio.

 

Il brano evangelico propostoci in occasione della festa di s. Teresa Benedetta della Croce è tratto dal dialogo di Gesù con la samaritana. Per una sua migliore comprensione riassumiamo la sequenza narrativa in cui è collocato. Siamo a Sicar, una città della Samaria. Una donna giunge al pozzo per prendere dell’acqua e Gesù seduto sull’orlo del pozzo, stanco e assetato, le chiede da bere. La donna si meraviglia che un giudeo chieda un favore a lei, una persona da evitare sia perché samaritana sia perché donna, per di più in una posizione irregolare. Ma si stupisce ancor di più quando Gesù le parla dell’acqua viva che zampilla per la vita eterna, capace di spegnere per sempre ogni sete, suscitando in lei il desiderio di avere una tale acqua che spegnendo per sempre la sua sete non la costringa più a venire al pozzo ad attingere acqua. Una richiesta cui Gesù replica chiedendo alla donna di condurgli suo marito, la quale con sincerità ammette di non avere un marito. E allora Gesù le dice “Hai detto bene: <<Io non ho marito>>. Infatti hai avuto cinque mariti e quello attuale non è tuo marito”.  Un passaggio, questo, che, nell’intenzione dell’evangelista, è volto a mettere in risalto non la situazione peccaminosa in cui versa la samaritana, ma molto più semplicemente la capacità di Gesù di entrare nella sua vita più intima, nei suoi travagli interiori. E così la donna, avendo percepito le doti profetiche di Gesù, osa avanzare la grande obiezione “ecumenica”: “I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare”

E’ a partire da tale questione che Gesù dischiude alla sua interlocutrice un orizzonte nuovo: “Credimi, donna, è giunto il momento ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità”.

E’ singolare che Gesù inizi il suo discorso “rivolgendosi alla Samaritana con lo stesso titolo con cui si era rivolto a sua madre a Cana e con il quale si rivolgerà di nuovo a lei dalla Croce (19,26): donna. Questa emarginata portatrice d’acqua di Samaria ha la stessa dignità della madre di Gesù!”(W. Howard-Brook).

Gesù qui mira al superamento dei due culti, quello sul monte Garizim in Samaria e quello sul monte Sion a Gerusalemme per andare all’essenziale che sta nel rapporto personale con Dio-Padre, oltre le divisioni introdotte dalle appartenenze confessionali (giudei e samaritani).

Bisogna dunque arrivare a un culto in spirito e verità, ovvero a un culto che, trascendendo ogni formalismo istituzionale, sia incondizionata adorazione di Dio con la propria vita.

edith stein, teresa benedetta della croce, omelieNella terminologia giovannea lo Spirito non è una realtà spirituale e interiore da contrapporre a una realtà esteriore e corporea ma è la forza divina che colloca l’uomo nell’unico luogo in cui ci si può incontrare con il Padre, che è la verità quale progetto salvifico e liberatore di Dio rivelatosi in Gesù Cristo. Per essere più espliciti: “Lo spazio in cui adorare Dio è, dunque, Gesù. Lui è il tempio: non è soltanto la strada che conduce al Padre, ma più profondamente il luogo, l’unico luogo, in cui il Padre si mostra a noi”(B. Maggioni). Solo entrando in tale spazio, l’essere umano è pienamente se stesso. Si tratta di lasciarsi guidare e illuminare dallo Spirito di Dio in quanto Spirito di verità.

Edith Stein da questo punto di vista costituisce, con le sue opzioni radicali, con la sua libertà di pensiero, con la sua passione per la verità, con il suo desiderio di essere la sposa dell’Agnello, una positiva provocazione per l’uomo contemporaneo disincantato e scettico e per un mondo in cui la domanda sulla verità e sul significato dell’esistenza e della sofferenza che la traversa è ritenuta insignificante se non  folle, in quanto mette in questione gli unici criteri ritenuti sensati dalla cultura dominanti: la verificabilità empirica e il pragmatismo, la cui trascrizione politica è l’economia capitalista.

Secondo tale orientamento culturale contano solo i fatti ed è sensato solo il linguaggio della scienza. Ne consegue che la filosofia e la teologia, etimologicamente intese, devono abdicare davanti alla potenza della scienza nelle sue infinite e non di rado disumane applicazioni tecniche.

L’attualità di Edith Stein sta paradossalmente nella sua inattualità, rimandandoci al compito antropologico fondamentale: cercare la verità ed essere consapevoli che essa ultimamente è un dono di cui possiamo essere solo i custodi. La verità coincide in ultima istanza con l’amore divino che in Gesù Cristo  avvolge tutta l’umanità, oltre “i confini visibili della Chiesa”.

Nondimeno questa prospettiva universale si coniuga in Edith Stein con l’orgogliosa rivendicazione della sua identità di ebrea che muore per il suo popolo, di ebrea che si vede come la regina Ester che sta davanti al re per chiedere e ottenere la salvezza del suo popolo “Sono una poverissima, piccola e impotente Ester, ma il Re che mi ha scelto è infinitamente grande e misericordioso”.

Allora per comprendere la grandezza di Teresa Benedetta  sotto il profilo umano, religioso e culturale non si può prescindere dalla sua ebraicità che recupera proprio in seguito alla sua conversione e che la conduce ad affermare che “non si può neanche immaginare quanto sia importante per me ogni mattina quando mi reco in cappella, ripetermi, alzando lo sguardo, al crocifisso e all’effigie della Madonna che essi erano del mio stesso sangue”.

edith stein, teresa benedetta della croce, omelieE’ pienamente condivisibile la tesi secondo cui ella è restata, nel suo pensiero e nella sua sensibilità, profondamente ebrea, anzi le sue radici ebraiche probabilmente hanno giocato un ruolo non marginale nella sua scelta carmelitana. Scrive al riguardo C. Rastoin: “Diverse monache menzionano  la sua devozione ai santi dell’Antico Testamento, che tutta la comunità aveva notato poiché, per il suo anniversario, la scenetta in suo onore includeva un sfilata di santi e profeti d’Israele. Questo tratto lo avvicina a s. Teresa d’Avila che cita abbondantemente l’Antico Testamento e menziona sempre con grande devozione s. Davide e s. Elia, così come lo faceva la liturgia carmelitana proveniente direttamente dall’Oriente, così come lo facevano i conversi del secolo d’oro, questi ebrei diventati, con le buone o con le cattive, recentemente cristiani e che conservavano una certa specificità spirituale. D’altronde i marrani, restati ebrei ma esteriormente cristiani, avevano anche questo tratto tipico e si facevano spesso rivestire alla loro morte con lo Scapolare del Carmelo, poiché per loro era l’ordine più ebraico nella Chiesa. Che Teresa fosse di ascendenza ebraica Edith non lo sapeva, poiché ciò non è stato divulgato che dopo la seconda guerra mondiale. Ma è sbagliato supporre che ella si sentisse in profonda consonanza con la grande riformatrice del Carmelo, come tutti questi conversi che entravano in quest’Ordine poiché vi trovavano uno spazio di libertà reale e una spiritualità biblica? Le radici del Carmelo sono ebraiche in Elia ed Eliseo, in Maria come in Teresa, e forse anche in Giovanni della Croce”

Non si può ricordare Edith senza ricordare quanto scrive Paolo riferendosi ai suoi fratelli, suoi consanguinei secondo la carne: “Essi sono Israeliti e hanno l’adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse; a loro appartengono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne” (Rm 9,4-5)

Non si può ricordare Edith senza ricordare tutte le vittime della barbarie nazista. Non si può ricordare Edith, dimenticando tutti coloro che oggi sono nel pianto e nel dolore, gemono nell’oppressione e sono schiacciati nella loro libertà e dignità dal demoniaco potere capitalista.Non si può infine ricordare Edith senza sperare in un futuro migliore. Un altro mondo è possibile: sta a noi iniziare a costruirlo qui e ora, con la sequela di Gesù Cristo, crocifisso e risorto.

O Signore, dammi tutto ciò che

mi conduce a te.

O Signore, prendi tutto ciò che mi

distoglie da te.

O Signore, strappa anche me da me

e dammi tutto a te”.
                                                             (Edith Stein)     

 

 

 

 

 

 

Festa liturgica di s. Edith Stein (Teresa Benedetta della Croce) – 9 agostoultima modifica: 2013-08-08T22:25:00+02:00da admin
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